25 maggio 2011

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17 febbraio 2010

APPELLO DELLE PARLAMENTARI TOSCANE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE.

Come donne toscane, impegnate in politica e nelle istituzioni, non possiamo rimanere in silenzio di fronte a vicende come quella di Vanessa Simonini, una giovane di Gallicano strappata all?affetto dei suoi cari da un atto di violenza incomprensibile.
Quanto è avvenuto nei giorni scorsi in un comune della provincia di Lucca ci induce a riflettere sulle cause profonde di un disagio che vede spesso vittime le donne.
La violenza sulle donne continua ad essere un fenomeno con cifre altissime, spessissimo, come in questo caso, ad opera di familiari o conoscenti.
Vanessa, purtroppo, ha confermato questa tragica verità e riteniamo di rendere onore alla sua memoria ed al suo giovane impegno proprio sui temi della violenza chiedendo un supplemento di attenzione a uomini e donne che credono nel rispetto fra i sessi.
Per questo, nel ricordo di Vanessa e di tutte le donne che, come lei, sono vittime di violenza e soprusi, vogliamo costruire un progetto che metta in primo piano i valori dell?uguaglianza, della parità dei diritti, della libertà femminile, della solidarietà e della convivenza civile.
Un progetto a tutela delle donne in grado di coinvolgere tutti coloro che stanno dalla parte dei diritti, contro ogni forma di violenza.


Firmato:

On. Rosy Bindi
On. Susanna Cenni
On. Rosa De Pasquale
Sen. Vittoria Franco
On. Maria Grazia Gatti
Sen. Manuela Granaiola
On. Raffaella Mariani
On. Donella Mattesini
On. Silvia Velo

20 ottobre 2009

L'appello di Claudio Martini per la nostra Costituzione.

L?Italia non può vivere in un clima di permanente conflitto istituzionale e di drammatica lacerazione tra cittadini e politica. Né può progredire se si mettono l?uno contro l?altro il popolo e le Istituzioni.
Serve adesso, in un tempo di crisi grave per l?economia e l?occupazione, una forte coesione nazionale, un equilibrio vero tra i poteri, il rispetto delle regole da parte di tutti. Quel che accade in questi giorni, dopo la sentenza della Consulta che ha annullato il lodo Alfano, preoccupa tutti coloro che hanno a cuore le sorti del Paese e della sua democrazia.
Non è in discussione il diritto di governare da parte di chi ha vinto le elezioni. Ma il governo deve realizzarsi dentro le regole costituzionali, senza delegittimare gli altri poteri, senza scossoni che dividano il paese e la sua coscienza. Ora è il momento di consolidare e rinvigorire la Costituzione repubblicana, gli Organi dello Stato, la natura popolare e non populista, democratica e non demagogica dell?Italia nata dalla Liberazione.
Facciamo appello al sentimento di attaccamento alla Costituzione ed alla mobilitazione civica in sua difesa. Contro l?apatia, l?indifferenza, la distrazione verso il proprio particolare. Esprimiamo solidarietà e sostegno al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dimostratosi garante fedele e rigoroso dell?unità nazionale e dello spirito autentico della Costituzione.
Per costruire il futuro di questo paese è indispensabile il rispetto dello spirito e dei valori della nostra Costituzione: l?unità della Repubblica, il primato della persona, la divisione dei poteri, la libertà in tutte le articolazioni, il ripudio della guerra, l?autonomia della magistratura. Valori fondanti per una nuova e più solida democrazia di cui l?Italia ha bisogno.
Claudio Martini

02 settembre 2009

L'appello dei tre giuristi per la libertà di informazione.

L'APPELLO DEI TRE GIURISTI
L?attacco a "Repubblica", di cui la citazione in giudizio per diffamazione è solo l?ultimo episodio, è interpretabile soltanto come un tentativo di ridurre al silenzio la libera stampa, di anestetizzare l?opinione pubblica, di isolarci dalla circolazione internazionale delle informazioni, in definitiva di fare del nostro Paese un?eccezione della democrazia. Le domande poste al Presidente del Consiglio sono domande vere, che hanno suscitato interesse non solo in Italia ma nella stampa di tutto il mondo. Se le si considera "retoriche", perché suggerirebbero risposte non gradite a colui al quale sono rivolte, c?è un solo, facile, modo per smontarle: non tacitare chi le fa, ma rispondere. Invece, si batte la strada dell?intimidazione di chi esercita il diritto-dovere di "cercare, ricevere e diffondere con qualsiasi mezzo di espressione, senza considerazioni di frontiere, le informazioni e le idee", come vuole la Dichiarazione universale dei diritti dell?uomo del 1948, approvata dal consesso delle Nazioni quando era vivo il ricordo della degenerazione dell?informazione in propaganda, sotto i regimi illiberali e antidemocratici del secolo scorso.Stupisce e preoccupa che queste iniziative non siano non solo stigmatizzate concordemente, ma nemmeno riferite, dagli organi d?informazione e che vi siano giuristi disposti a dare loro forma giuridica, senza considerare il danno che ne viene alla stessa serietà e credibilità del diritto.
Franco Cordero
Stefano Rodotà
Gustavo Zagrebelsky